Main menu

TRIBUNALE DI FIRENZE: ABOLIRE GIOCHI E SCOMMESSE OPPURE LIBERALIZZARE

 (JAMMA – 23/04/2018)

Il Tribunale di Firenze assolve, con Sentenze con motivazione contestuale rese nella stessa mattinata del 17 aprile 2018, a meno di tre ore l’una dall’altra, rispettivi imputati collegati nel 2014 al medesimo bookmaker austriaco, cui era stato contestato il reato di raccolta abusiva di gioco e scommesse in difetto dei necessari titoli.

Differenti poi le sorti dei due soggetti, di cui uno era rientrato nel progetto di regolarizzazione della rete da parte della società estera, conseguendo con la sanatoria la licenza di pubblica sicurezza, mentre l’altro aveva chiuso in precedenza l’attività.

I due imputati, assistiti dall’avv. Marco Ripamonti, che ha discusso entrambi processi dinanzi a giudici monocratici diversi, sono stati assolti con ampia formula e con motivazione contestuale.

Di particolare rilievo una delle Sentenze, che punta il dito sulle contraddizioni dell’Ordinamento Italiano e che così testualmente recita: “In definitiva, il mancato rilascio della licenza appare determinato unicamente dal fatto che gli imputati operassero per conto della (….) all’epoca dei fatti, società straniera priva di concessione. Sotto tale profilo deve procedersi alla disapplicazione della normativa interna dettata in materia, evidenziando che anche alla luce dell’art.2 comma 2 ter del decreto legge 40/2010 deve escludersi che l’autorizzazione possa venire rifiutata a centri di trasmissione dati collegati con allibratori esteri, regolarmente abilitati nel loro Paese, per la sola circostanza che il richiedente non sia titolare di concessione, ovvero agisca per conto di un soggetto privo di concessione, posto che l’art.88 tulps pone un limite ingiustificato alle libertà di stabilimento e di prestazione dei servizi, di cui agli artt.43 e 49 Trattato CE (ora 49 e 56) e va, per questo, disapplicato (cfr.Tar Parma sez.I 27.3.2010, n.428). Lo scopo perseguito, infatti, è più o meno dichiaratamente, di natura economica, volto a tutelare l’interesse fiscale (come indirettamente confermato dalla teste – funzionario ADM ndr – che spiega come..sanata la propria posizione fiscale la società è divenuta concessionaria dello Stato). Appare stridente il contrasto tra la finalità economica (con conseguente attività di promozione pubblicitaria e di qualsiasi parossistica incentivazione mercè il moltiplicarsi delle lotterie e lo stimolo continuo della domanda) e l’esigenza sociale di “ordine pubblico” comune a molteplici altre attività non sottoposte a licenze di P.S. E di sicuro tale esigenza non sarebbe comunque salvaguardabile, di fatto, solo con il rilascio di detto provvedimento di polizia che ha tutt’altri, ben più limitati, fini. LO Stato da un lato incentiva il gioco (non riducendo, ma anzi moltiplicando gli effetti dannosi sui singoli e sulla società in quanto sono evidenti i generosi introiti fiscali) ma dall’altro sottopone a restrizioni la stessa attività (con il sistema concessorio e di licenza)al solo scopo di prevenire una degenerazione criminale che, dunque, riconosce come plausibile. Lo Stato (quindi la medesima fonte) incrementa, a fini economici, un settore che, avendo a che fare con ingenti flussi di denaro e con un vasto pubblico, non può non essere insensibile a forme di approfittamento illecito. Ma se tale attività è potenzialmente pericolosa per l’ordine sociale allora dovrebbe essere vietata tout court (come in passato) e non addirittura favorita! Ciò in quanto, se tale attività (le scommesse) a rischio di forte degenerazione criminale, nonchè volta a depauperare i singoli e le famiglie dei propri risparmi, sia riservata allo Stato e sottoposta al regime della concessione statale. Ciò in quanto, se di contro rientra nell’attività di mercato, potenzialmente libera nell’Unione come qualsiasi altra prestazione di servizi lecita, deve essere permessa a chiunque senza restrizioni. Non appare coerente giustificare con l’Ordine pubblico allorchè il garante di tale ordine (lo Stato) di fatto incentiva l’attività di scommessa (ed anche quella di pura alea quale la lotteria, gratta e vinci, superenalotto) ritenendo di risolvere il pericolo di degenerazione criminale solo mediante la canalizzazione dei numerosissimi gestori in un regime di monopolio avente mere finalità fiscali. E’ ovvio che il reato previsto dall’art.4 commi 1 e 4 bis legge 401/89 rimane nel corpus delle leggi italiane, perchè compatibile con l’ordinamento comunitario, come affermato nella sentenza Placanica, ma non lo è nelle modalità attuative, come sopra meglio evidenziate. Appare quindi contraddittorio che vengano sanzionati penalmente soggetti a cui viene negato il rilascio di autorizzazione di cui all’art.88 tulps, pur avendo i requisiti di affidabilità previsti dall’ordinamento, in quanto non in possesso di concessione per irregolarità commesse nell’ambito di una procedura di gara per il rilascio delle stesse..“.

Weblinks

 

 

 

 

 

Offerte

(da Italgiochi per i Consorziati)